Santoreggia

Santoreggia

Nell’antichità alla santoreggia venivano attribuite qualità afrodisiache e la sua coltivazione era quindi proibita nei monasteri.

Di stagione ora

La santoreggia svizzera è di stagione da maggio a ottobre

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Foodfacts

Sapore
Deciso, forte ed erboso, leggere note piccanti
Come consumare
Fresca, essiccata
Dove conservare
Nel cassetto delle verdure del frigorifero (se raccolto fresco)
Conservazione
5-7 giorni

Tutto quello che c'è da sapere: Santoreggia

Poiché la santoreggia ha un sapore davvero deciso, occorre utilizzarla con moderazione per insaporire le pietanze. Aggiungendola durante la cottura, gli aromi vengono ben distribuiti.

Scopri di più:

Le domande più frequenti:

Per cosa posso utilizzare la santoreggia in cucina?

La santoreggia è un classico dell’armadietto delle erbe aromatiche ed è molto versatile:

  • per insaporire fagioli e altri legumi (p. es. per una zuppa di fagioli cremosa insieme alle patate).
  • per salse e marinature.
  • per mix speciali di erbe e spezie. La santoreggia è ad esempio l’ingrediente principale delle erbe di Provenza.
  • per insaporire pesce e frutti di mare: la santoreggia si sposa perfettamente con gamberetti o pesce bianco come pangasio, pesce persico o lucioperca.
  • per insaporire piatti di carne come pollo ma anche per la selvaggina
  • come ingrediente per formaggi freschi o piatti a base di quark
  • per insaporire piatti di pasta e gnocchi

Quante varietà di santoreggia esistono?

La famiglia della santoreggia (satureja) include circa 40 specie: le più famose sono la santoreggia estiva e la santoreggia invernale.

Da dove proviene originariamente la santoreggia?

La santoreggia proviene originariamente dal Mediterraneo orientale e dall’Europa meridionale.

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