18.01.2018

Argomentazioni contro l’iniziativa per l’acqua potabile

Qual è l’obiettivo dell’iniziativa?
L’iniziativa «Acqua potabile pulita e cibo sano – No alle sovvenzioni per l’impiego di pesticidi e l’uso profilattico di antibiotici» mira a impedire che sostanze che possono inquinare le acque vengano riversate nelle stesse. Le imprese agricole dovrebbero quindi ricevere pagamenti diretti solo se la produzione esclude completamente l’utilizzo di pesticidi, se gli animali vengono nutriti solo con mangime proprio (quindi non importato) e se gli animali non vengono sottoposti a trattamenti profilattici con antibiotici. Anche se numerosi produttori portano avanti l’attività senza pagamenti diretti, l’iniziativa interessa in modo particolare l’orticoltura: i promotori intendono in pratica vietare l’utilizzo di prodotti fitosanitari. Vogliono che verdure, bacche e frutti vengano prodotti senza l’impiego di prodotti fitosanitari. Vogliono far credere ai consumatori che tali prodotti siano inutili e che dovrebbero acquistare esclusivamente alimenti non trattati con prodotti fitosanitari.

Situazione iniziale
Il comitato della promotrice Franziska Herren ha iniziato la raccolta di firme il 21 marzo 2017; il termine di raccolta è quindi il 21 settembre 2018. I promotori hanno tuttavia comunicato di aver già raggiunto le 100 000 firme necessarie e che l’iniziativa verrà presentata alla Cancelleria federale il 18 gennaio 2018. Il fulmineo successo di un’iniziativa presentata da un comitato politicamente indipendente lascia intuire che un’ampia parte della popolazione crede nella necessità di intervenire su tale tema.
L’iniziativa è stata proposta da un piccolo gruppo di privati sostenuti da numerose piccole organizzazioni e da Greenpeace. Probabilmente l’iniziativa verrà sostenuta anche dalla rivista dei consumatori «Saldo», rilevante per la votazione dal punto di vista tecnico. Finora i Verdi sono l’unico partito politico a sostenere l’iniziativa.
L’iniziativa verrà probabilmente trattata dalle Camere federali nel 2019/2020 e nel 2021/2022 sarà sottoposta a votazione. Parallelamente entrerà in vigore anche la Riforma agricola 2022 elaborata dal Parlamento. In settembre 2017, il Consiglio federale ha inoltre approvato il «Piano d’azione per la riduzione del rischio e l’utilizzo sostenibile di prodotti fitosanitari» sostenuto dall’Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV).

Argomentazioni contro l’iniziativa


L’iniziativa farà aumentare i costi dell’orticoltura svizzera
I prodotti fitosanitari permettono la produzione di verdura svizzera in quantità sufficiente e della qualità desiderata. Senza l’impiego di prodotti fitosanitari, gli orticoltori non sarebbero in grado di proteggere le coltivazioni da malattie e organismi nocivi nonché dalla concorrenza di piante infestanti. Per la produzione della quantità necessaria di verdure occorrerebbero superfici notevolmente più ampie. Senza l’impiego di tali prodotti, i costi di produzione sarebbero quindi ancora più elevati e non varrebbe più la pena di produrre in Svizzera.
NO all’iniziativa poiché minaccia l’orticoltura svizzera.
 
L’iniziativa riduce il grado di autoapprovvigionamento di verdure svizzere
Senza l’utilizzo di prodotti fitosanitari, gli orticoltori svizzeri sarebbero in grado di produrre una quantità notevolmente minore di verdura e di varietà di verdure rispetto a prima. Il grado di autoapprovvigionamento verrebbe drasticamente ridotto. Per soddisfare la domanda, numerose varietà di verdure dovrebbero essere importate dall’estero. Tali verdure sono spesso prodotte applicando condizioni di lavoro pessime e secondo criteri meno severi. Inoltre il presunto problema dell’impiego di prodotti fitosanitari verrebbe semplicemente trasferito all’estero.
NO all’iniziativa poiché porterebbe solo a importazioni dall’estero di dubbio valore ecologico e sociale.
 
L’iniziativa non è orientata ai giusti obiettivi
Gli orticoltori svizzeri si impegnano per un impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari secondo le direttive di SwissGAP e SUISSE GARANTIE. Negli ultimi anni, l’utilizzo di prodotti fitosanitari è stato fortemente limitato. Nel 2017 il Consiglio federale ha inoltre approvato il «Piano d’azione per la riduzione del rischio e l’utilizzo sostenibile di prodotti fitosanitari» che prevede il dimezzamento dei rischi e la promozione della ricerca di alternative ai prodotti fitosanitari chimici. L’iniziativa impedirebbe anche tale passo poiché mira a vietare completamente la ricerca di nuovi prodotti fitosanitari. L’Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV) sostiene il piano d’azione e si impegna per una seria applicazione nella pratica. Anche secondo il parere del Consiglio federale, al giorno d’oggi una rinuncia completa ai prodotti fitosanitari non è possibile né nella produzione integrata né in quella biologica.
NO all’iniziativa poiché non lascia alternative attuabili.
 
L’iniziativa rende inefficiente il sistema di produzione
In quanto prodotto della natura, la verdura è fortemente influenzata dall’ambiente. In ogni coltivazione c’è una piccola parte che non può essere commercializzata a causa dei danni subiti. Senza l’impiego di prodotti fitosanitari tale quota è destinata ad aumentare. Per garantire le quantità sufficienti per l’approvvigionamento del mercato, i produttori dovrebbero coltivare più verdura. In caso di condizioni ambientali favorevoli, ciò comporterebbe il rischio di una sovrapproduzione e quindi di spreco alimentare. Il sistema di produzione diverrebbe inefficiente.
NO all’iniziativa poiché promuove lo spreco alimentare.
 
L’iniziativa distrugge la competitività a livello di prezzo della verdura svizzera
Gli svizzeri consumano ogni anno circa 83 chili di verdura fresca e stoccata pro capite. Possono scegliere tra prodotti provenienti da diverse regioni, con differenti fasce di prezzo e tipi di coltivazione. Una scelta di cui approfittano attivamente ma che verrebbe messa in discussione dall’iniziativa: senza l’impiego di prodotti fitosanitari non ci sarebbero più verdure svizzere a prezzi concorrenziali. I consumatori con un budget più ridotto sarebbero costretti ad acquistare verdure importate dall’estero.
NO all’iniziativa poiché riduce la libertà di scelta dei consumatori.
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